2 ORIGINI E DIFFUSIONE DELLE PRINCIPALI COLTURE
Le colture oggi più diffuse si sono evolute secoli o millenni or sono, intorno ai rispettivi centri di origine. Il grano, l'orzo, l'avena, il miglio, la barbabietola da zucchero e la maggior parte delle leguminose e delle graminacee foraggere si sono sviluppati nella regione compresa tra il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa meridionale. Il mais, le patate, le arachidi, il girasole e il tabacco, invece, sono piante native del continente americano, la cui diffusione nel resto del mondo iniziò solo nel XVI secolo. La soia, la cipolla, la lattuga e i piselli sono di origine cinese, mentre la canna da zucchero, il riso, la maggior parte degli agrumi e le banane provengono dall'Asia meridionale.

Il granoturco e le patate venivano coltivate in tutto il Nord e il Sud America ben prima dell'arrivo degli europei, e le antiche varietà di frumento e di orzo erano distribuite in tutto il Medio Oriente molto prima dell'epoca dei faraoni. Più tardi, quando si svilupparono i trasporti marittimi, i colonizzatori portarono con sé i semi di alcune delle colture dei loro paesi d'origine e le diffusero in tutto il mondo, affiancandole alle coltivazioni locali. Fra il XVI e il XIX secolo, la conquista di nuove terre, unita alla necessità di nutrire a basso costo intere popolazioni di schiavi e lavoratori, favorì la diffusione di talune colture su scala mondiale. Nel XX secolo, la sempre minore disponibilità di nuovi terreni coltivabili e la crescita esponenziale della popolazione mondiale ha reso urgente la ricerca di nuove varietà di colture e la messa a punto di tecniche di coltivazione più produttive.

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