Pena
Pena In diritto penale, la sanzione inflitta a chi è ritenuto colpevole di un reato. Secondo i criminologi la pena deve dissuadere dal compiere reati ed evitare che il colpevole di un reato in futuro ne commetta di nuovi.

Nel diritto romano la legge delle Dodici Tavole ammetteva che la vittima di un'ingiustizia potesse vendicarsi del torto subito aggredendo il proprio aggressore. Per eseguire la vendetta, di solito la vittima poteva contare sull'aiuto dei membri della comunità di appartenenza, ma la vendetta non poteva essere sproporzionata all'offesa.

Nel diritto moderno la vendetta non è permessa: le pene previste per aver commesso un reato sono comminate dall'autorità giudiziaria dopo un regolare processo e sono eseguite secondo la legge.

In Italia le pene sono distinte in "principali" e "accessorie". Le prime (per i delitti: ergastolo, reclusione, multa; per le contravvenzioni: l'arresto e l'ammenda), più importanti, sono fissate dal giudice nella sentenza di condanna. Sono distinte a loro volta in "detentive" (ergastolo, reclusione, arresto) o "pecuniarie" (multa e ammenda). Il danno inflitto con l'ergastolo, la reclusione e l'arresto consiste infatti nella limitazione della libertà personale, mentre il danno inflitto con con la multa e l'ammenda colpisce il patrimonio del colpevole. Le pene accessorie, come ad esempio l'interdizione dai pubblici uffici, conseguono invece di diritto, cioè automaticamente, alla condanna.

La Costituzione italiana dispone che le pene non consistano in trattamenti disumani e debbano tendere alla rieducazione del condannato in modo da consentirgli il reinserimento nella società una volta scontata la pena.

 


Diritto penale
1 INTRODUZIONE

Diritto penale Branca del diritto che si occupa della definizione dei reati e delle relative sanzioni.

Nei paesi democratici, il diritto penale è lo strumento a cui la società ricorre per difendersi contro le violazioni dei diritti degli individui e della collettività alle quali non ci si può opporre con altri mezzi (diritto penale come extrema ratio). In questi paesi il diritto penale è il risultato di una mediazione tra le esigenze di difesa della società e quelle di rispetto dei diritti dell'individuo. Le norme del diritto penale possono essere distinte in norme di diritto penale generale e norme penali particolari.

2 LE NORME DEL DIRITTO PENALE GENERALE

Le norme di diritto penale generale si occupano soprattutto di definire: 1) le caratteristiche che deve avere la legge penale; 2) le diverse categorie di pena (principali e accessorie); 3) la nozione di tentativo di reato e di concorso nel reato; 4) le circostanze aggravanti e attenuanti del reato; 5) i casi di non punibilità di una persona che compie il reato (cause di non imputabilità).

In tutti gli ordinamenti democratici la legge penale è caratterizzata dai principi della riserva di legge (per cui i reati possono essere stabiliti con legge e non con provvedimenti amministrativi), della non retroattività (per cui una persona non può essere punita sulla base di una legge entrata in vigore dopo il compimento del fatto) e del favor rei (per cui va sempre applicata la legge più favorevole all'imputato).

3 NORME PENALI PARTICOLARI

Le norme penali particolari sono quelle che stabiliscono i comportamenti che costituiscono reato e le sanzioni da applicare. I comportamenti sono descritti in termini generali, cioè riferibili a chiunque e non a particolari categorie di persone, ma sufficientemente precisi per poter definire in quali casi il reato viene compiuto. La pena è normalmente decisa dal giudice entro un limite minimo e massimo indicato dalla legge e tenendo conto di tutte le circostanze del reato. Delle regole seguite durante il procedimento penale si occupa una branca diversa del diritto, la procedura penale. Vedi anche Codice penale.



Reato
1 INTRODUZIONE

Reato In diritto, è un fatto per il quale l'ordinamento giuridico prevede una sanzione penale.

Alle origini, nel diritto romano, l'indicazione degli atti punibili era affidata al magistrato, a eccezione di un esiguo numero di reati indicati nella Legge delle Dodici Tavole. Nel diritto penale moderno si afferma invece il principio di legalità, secondo cui nessuno può essere punito per un'azione che non sia espressamente ritenuta illecita dalla legge.

Il concetto di reato non può quindi in alcun modo prescindere dai principi costituzionali che lo prevedono e che ne delineano le principali caratteristiche; pertanto, una persona non può essere incriminata per un fatto che non sia espressamente considerato reato dalla legge. In secondo luogo è importante sottolineare che il reato ha carattere strettamente personale e questo implica che nessuno può essere considerato responsabile per un fatto compiuto da terzi.

2 LE CARATTERISTICHE DEL REATO

In sostanza il reato è la lesione o la situazione di pericolo in cui viene posto un bene giuridico tutelato dalla Costituzione. Il reato può essere comune o proprio: è comune se può essere compiuto indifferentemente da chiunque (ad esempio la rapina, il furto, l'omicidio); è proprio, invece, quando vi è una stretta connessione tra il fatto compiuto e il soggetto che lo compie (ad esempio, il reato di bancarotta viene commesso dall'imprenditore insolvente nei confronti dei suoi creditori).

Il reato si compone di un elemento oggettivo, cioè il fatto materiale (l'azione o l'omissione; ad esempio l'omicidio o l'omissione di soccorso) e di un elemento soggettivo, cioè la volontà colpevole (il dolo o la colpa).

Nel nostro ordinamento, così come era previsto nel diritto romano, esiste il principio secondo il quale le persone giuridiche (ad esempio le società) non possono essere chiamate a rispondere penalmente. Dei reati che coinvolgono le persone giuridiche sono chiamati a rispondere gli amministratori, i sindaci o chi, di volta in volta, abbia agito per conto della persona giuridica.

3 DELITTI E CONTRAVVENZIONI

La legge italiana distingue i reati in delitti e contravvenzioni secondo la loro gravità e il tipo di pena prevista dal codice. Delitti sono i reati puniti con la reclusione (una pena detentiva) e la multa (una pena pecuniaria); contravvenzioni sono i reati puniti con l'arresto e l'ammenda (una pena pecuniaria di minore entità).


Principio di legalità
Principio di legalità Principio contemplato dall'articolo 1 del codice penale, il quale dispone che "nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto come reato dalla legge né con pene che non siano da essa stabilite" e dal secondo comma dell'articolo 25 della Costituzione, per il quale "nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso".

Entrambi gli articoli, pur provenendo da fonti diverse, hanno il medesimo significato e la stessa ratio e concorrono entrambi a riconoscere e sancire il principio di legalità, il quale è costituito a sua volta da vari corollari. Il primo di questi è quello della riserva di legge; il secondo prevede la tassatività della legge penale, vale a dire che gli articoli del codice penale devono indicare chiaramente ciò che è penalmente lecito o illecito; il terzo principio è quello della irretroattività, per cui una legge penale non può essere applicata a fatti precedenti la sua entrata in vigore; il quarto principio stabilisce il divieto di analogia in materia penale, per cui a un fatto non contemplato da una norma penale non si può applicare una norma prevista per un fatto analogo.


Misure di sicurezza
Misure di sicurezza Provvedimenti la cui applicazione è prevista dal codice penale nei confronti dei soggetti che hanno compiuto un reato e sono socialmente pericolosi. Le misure di sicurezza possono affiancarsi o sostituirsi alla pena principale.

L’introduzione delle misure di sicurezza costituì una delle più significative innovazioni del codice penale del 1930 tuttora in vigore, in quanto a un sistema prevalentemente detentivo venne affiancata una struttura di carattere preventivo volta principalmente alla rieducazione e alla sorveglianza dei soggetti a rischio. Questo sistema sanzionatorio, detto del “doppio binario”, presenta però un punto critico individuabile nel pericolo di una sovrapposizione di pene e misure di sicurezza sostanzialmente identiche, che possono quindi risultare ingiuste ed eccessivamente gravose per il condannato.

Le misure di sicurezza possono essere applicate sia a persone imputabili e parzialmente imputabili sia a soggetti non imputabili. Alle prime due categorie di soggetti tali misure si applicano oltre alla pena principale, cioè cumulativamente, mentre nei soggetti non imputabili vengono applicate a prescindere dalla comminazione di altre pene. Presupposti dell'applicazione delle misure di sicurezza sono la commissione di un reato e la ritenuta pericolosità sociale di un soggetto.

La durata delle misure di sicurezza è fissata dalla legge nel minimo, ma resta indeterminata nel massimo. Tale indeterminatezza è giustificata dall’impossibilità di predeterminare la cessazione della pericolosità sociale di un soggetto, che deve essere verificata caso per caso allo scadere del periodo minimo previsto dalla legge. Nell’ipotesi in cui la pericolosità persista, la misura viene rinnovata; nell’ipotesi contraria può però anche essere revocata prima della scadenza in qualunque momento dal tribunale di sorveglianza competente.

Le misure di sicurezza sono di due tipi, personali e patrimoniali. Le prime si distinguono a loro volta in detentive e non detentive, a seconda che il soggetto sia detenuto in un istituto, che può essere un riformatorio giudiziario, un ospedale psichiatrico giudiziario, una casa di cura e di custodia o una colonia agricola o casa di lavoro, o sia sottoposto a un regime di libertà vigilata. Misure di sicurezza a carattere patrimoniale sono invece la cauzione e la confisca di beni o strumenti utilizzati per commettere il reato oppure prodotti dal reato stesso.

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